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Attività fisica e alimentazione per la prevenzione terziaria del tumore al seno.

La Locandina

Bando di Crowdfunding dell’ Università di Brescia in collaborazione con Crédit Agricole Italia.

Obiettivo della raccolta

Il progetto ACTIVE vuole valutare se un percorso personalizzato di alimentazione e attività fisica può essere utile alle donne che hanno avuto un tumore al seno e sono in terapia ormonale per migliorare il loro stato di salute e qualità della vita e per ridurre il rischio di recidiva del tumore e di insorgenza di malattie croniche.

La Storia

Molte donne che hanno superato un tumore al seno si trovano ad affrontare nuove sfide durante la terapia ormonale successiva all’intervento chirurgico. Più della metà di loro aumenta di peso e, soprattutto, va incontro a un cambiamento sfavorevole della propria composizione corporea, con un aumento della massa grassa e una riduzione di quella muscolare, già dopo i primi 18 mesi di terapia.
L’aumento della massa grassa, soprattutto a livello addominale, è associato a un maggior rischio di recidiva del tumore e di insorgenza di malattie croniche, come il diabete e le patologie cardiovascolari. La perdita di massa muscolare, d’altro canto, specie se associata a obesità, influisce negativamente sulla salute fisica e psicologica, sulla qualità dell’osso e sulla sopravvivenza.

Il progetto ACTIVE nasce per rispondere concretamente a questa esigenza. Vogliamo capire se un programma personalizzato di alimentazione corretta e di attività fisica, costruito sulle esigenze specifiche di ogni donna, possa contrastare l’aumento della massa grassa, preservare la massa muscolare e migliorare il benessere generale.

Il progetto ACTIVE è uno studio sperimentale della durata di 3 anni: se avrà successo, verrà valutata l’opportunità di inserire stabilmente un programma di educazione alimentare e attività fisica nel percorso terapeutico delle donne operate per cancro della mammella, a integrazione delle cure e dell’assistenza clinica già erogate dal Servizio Sanitario.

Per ottenere evidenze scientifiche solide, sarà condotto uno studio con metodologia rigorosa. Un primo gruppo di 60 donne (“gruppo di intervento”), in cura presso la Breast Unit di ASST Spedali Civili di Brescia, seguirà per 6 mesi un programma strutturato, comprendente:

  • un piano alimentare personalizzato, messo a punto e seguito nel tempo da nutrizioniste specializzate;
  • un percorso di attività fisica adattata, con sedute bisettimanali, condotte da personal trainer dedicati;
  • attività di gruppo: gruppi di cammino, incontri teorico-pratici sulla sana alimentazione e incontri di gruppo di supporto psicologico e motivazionale.

Un secondo gruppo di 60 donne (“gruppo di controllo”) continuerà il normale percorso di cura. Confrontando i risultati dei due gruppi — in quello che in ricerca clinica si definisce un “trial randomizzato controllato” – sarà possibile valutare l’efficacia dell’intervento mediante l’analisi delle differenze tra i due gruppi alla fine dell’intervento.

Al termine dei primi 6 mesi, a seguito della raccolta dei dati, anche alle donne del gruppo di controllo sarà offerta la possibilità di partecipare al programma di educazione alimentare e attività fisica.

Tutte le attività previste saranno gratuite per tutte le donne.

Come utilizzeremo i fondi raccolti

I fondi raccolti serviranno a garantire la qualità scientifica dello studio e la sua replicabilità. In particolare, serviranno a:

  • acquistare strumenti per monitorare in modo preciso l’attività fisica delle partecipanti e materiali di consumo per l’esecuzione dei test di performance fisica. Questo ci permetterà di raccogliere dati affidabili e capire davvero quanto il programma sia efficace;
  • organizzare attività pratiche di educazione alimentare, come laboratori di cucina didattica: momenti concreti in cui le donne potranno imparare, sperimentare e portare nella vita di tutti i giorni ciò che hanno appreso.
  • Investire in questi strumenti e attività significa non solo sostenere la motivazione e il coinvolgimento delle partecipanti, ma anche costruire un modello solido, misurabile e replicabile, che in futuro possa essere applicato anche in altri centri sanitari, aiutando sempre più donne nel loro percorso di cura e benessere.

Un progetto a cura di…

Il progetto ACTIVE nasce dalla collaborazione tra l’Università di Brescia e la SSD Breast Unit di ASST Spedali Civili di Brescia. Il team di progetto è costituito da un gruppo multidisciplinare di ricercatori, medici, nutrizionisti, chinesiologi e biostatistici impegnati nella ricerca in sanità pubblica, oncologia e promozione della salute:

  • Elisabetta Ceretti, biologa, professoressa associata di Igiene generale e applicata, Università di Brescia
  • Francesco Donato, medico, professore emerito di igiene generale e applicata, Università di Brescia
  • Carolina Ferrante, medica, specializzanda di Igiene e medicina preventiva, Università di Brescia
  • Rebecca Pedersini, medica oncologa, responsabile della SSD Breast Unit di ASST Spedali Civili di Brescia
  • Deborah Cosentini, medica oncologa, ricercatrice dell’Università di Brescia, convenzionata con ASST Spedali Civili di Brescia
  • Barbara Zanini, medica infettivologa, nutrizionista, professoressa associata di Scienze dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate, Università di Brescia
  • Silvia Marconi, dietista farmacista, ricercatrice di Scienze dell’alimentazione e delle tecniche dietetiche applicate, Università di Brescia
  • Francesco Negro, ingegnere, professore ordinario di Metodi e didattiche delle attività motorie, Università di Brescia
  • Danilo Iannetta, chinesiologo, ricercatore di Metodi e didattiche delle attività motorie, Università di Brescia
  • Matteo Greco, chinesiologo, dottorando in Scienze motorie e sportive, Università di Brescia
  • Matteo Rota, biostatistico, professore associato di Statistica medica, Università di Brescia
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